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lunedì 12 agosto 2013

75 Motivi per Bere Vemma!


Ecco una rapida carrellata dei benefici del Mangostano e del più potente Integratore Antiossidante in forma liquida Vemma.




SALUTE GENERALE



1. Rafforza il sistema immunitario. Flavonoidi e flavoni aumentano il potere di altri antiossidanti, tra cui le vitamine C ed E.


2. Lotta contro l’infiammazione. Aiuta a prevenire gonfiore dei tessuti e causare malattie in condizioni di estrema debolezza.



3. Migliora le relazioni intercellulari. Gli Xantoni del mangostano migliorano le comunicazioni tra le cellule e contribuiscono alla lotta contro le malattie e la loro diffusione. Accelerano il processo di riparazione e la guarigione.


4. Riduce i danni al DNA. E’ stato dimostrato che gli Xantoni riducono i danni al DNA, ed hanno il più basso tasso di mutazione di sostanze cancerogene.

5. Assiste il sistema linfatico. Assiste e migliora l’interscambio tra il sistema linfatico e le cellule quindi elimina le sostanze non utilizzate dalle cellule e/o trasformate da esse.

6. Aiuta l’ottimale funzionamento della tiroide. Il succo di Mangostano ha la capacità di aumentare e regolare la funzione della tiroide.

7. Riduce la resistenza all’insulina. Gli xantoni possono aiutare a normalizzare i livelli glucosio nel sangue.

8. Contribuisce a ridurre il grasso corporeo. Il grasso corporeo può essere ridotto bilanciando il cortisolo, che stimola i depositi di grasso in varie parti del corpo.

9. Guarigione dalle neuropatie. Antinfiammatorio e antinevralgico contribuisce a riparare i danni cellulari provocati dal dolore, il disagio, tra cui i danni ai nervi causati dal diabete.

10. Equilibrio del sistema endocrino. Promuove un effetto di bilanciamento di ormoni e altri neurotrasmettitori prodotti dal sistema endocrino.



mercoledì 27 marzo 2013

SLA - Parkinson - Alzheimer... BMAA?

La BMAA
(β-methylamino–L–alanine)

Un aminoacido non proteico contenuto nei semi della Cycas micronesica, è considerata la causa della sindrome nota come “ALS-PDC complex” diffusa soprattutto nelle zone del Pacifico Sud Occidentale (isola di Guam, Giappone e Nuova Guinea). Tuttavia la reale implicazione della BMAA in questa sindrome è ancora soggetto di studio.
Nel 1945 Zimmermann aveva per primo indicato un’incidenza di ALS fra le popolazioni Chamorro dell’isola di Guam 50-100 volte più elevata rispetto al resto del mondo (Zimmermann, 1945). Mulder e colleghi notarono inoltre che le stesse popolazioni presentavano sintomi di un tipico parkinsonismo associati ad evidenti difetti nella memoria (Mulder et al, 1954). Questa osservazione è stata seguita da studi clinici e patologici da Hirano e colleghi che nel 1961 hanno introdotto il termine di “ALS-PDC complex” (amyotrophic lateral sclerosis-parkinsonism dementia complex) (Hirano et al, 1961) per indicare questa sindrome complessa, con sintomatologie cliniche tipiche di ALS, Parkinson e Alzheimer.
La prima indicazione sulla possibile causa di tale patologia venne nel 1967 nella Quinta Conferenza Internazionale, durante la quale Bell e colleghi indicarono nella BMAA, altamente diffusa in quelle aree, il potenziale agente neurotossico alla base della sindrome (Vega and Bell, 1967; Whiting, 1988). Infatti gli abitanti dell’isola di Guam erano soliti cibarsi della farina prodotta dai semi contenenti questo aminoacido. Tuttavia, poichè in tutti gli animali trattati da Vega e colleghi (polli, ratti e gatti) l’effetto della BMAA era acuto e scompariva dopo qualche giorno senza lasciare cambiamenti neuropatologici evidenti, e poiché la concentrazione dell’aminoacido contenuto nei semi della Cycas era bassa (30 mg/100 g), la BMAA non fu più considerata come causa della sindrome ALS-PDC (Polsky et al, 1972).
Successivamente Spencer e colleghi dimostrarono le proprietà neurotossiche della BMAA sia in vitro che in vivo,