Cerca nel blog

mercoledì 27 marzo 2013

SLA - Parkinson - Alzheimer... BMAA?

La BMAA
(β-methylamino–L–alanine)

Un aminoacido non proteico contenuto nei semi della Cycas micronesica, è considerata la causa della sindrome nota come “ALS-PDC complex” diffusa soprattutto nelle zone del Pacifico Sud Occidentale (isola di Guam, Giappone e Nuova Guinea). Tuttavia la reale implicazione della BMAA in questa sindrome è ancora soggetto di studio.
Nel 1945 Zimmermann aveva per primo indicato un’incidenza di ALS fra le popolazioni Chamorro dell’isola di Guam 50-100 volte più elevata rispetto al resto del mondo (Zimmermann, 1945). Mulder e colleghi notarono inoltre che le stesse popolazioni presentavano sintomi di un tipico parkinsonismo associati ad evidenti difetti nella memoria (Mulder et al, 1954). Questa osservazione è stata seguita da studi clinici e patologici da Hirano e colleghi che nel 1961 hanno introdotto il termine di “ALS-PDC complex” (amyotrophic lateral sclerosis-parkinsonism dementia complex) (Hirano et al, 1961) per indicare questa sindrome complessa, con sintomatologie cliniche tipiche di ALS, Parkinson e Alzheimer.
La prima indicazione sulla possibile causa di tale patologia venne nel 1967 nella Quinta Conferenza Internazionale, durante la quale Bell e colleghi indicarono nella BMAA, altamente diffusa in quelle aree, il potenziale agente neurotossico alla base della sindrome (Vega and Bell, 1967; Whiting, 1988). Infatti gli abitanti dell’isola di Guam erano soliti cibarsi della farina prodotta dai semi contenenti questo aminoacido. Tuttavia, poichè in tutti gli animali trattati da Vega e colleghi (polli, ratti e gatti) l’effetto della BMAA era acuto e scompariva dopo qualche giorno senza lasciare cambiamenti neuropatologici evidenti, e poiché la concentrazione dell’aminoacido contenuto nei semi della Cycas era bassa (30 mg/100 g), la BMAA non fu più considerata come causa della sindrome ALS-PDC (Polsky et al, 1972).
Successivamente Spencer e colleghi dimostrarono le proprietà neurotossiche della BMAA sia in vitro che in vivo,

venerdì 15 marzo 2013

La vera causa dell'Asma

Secondo il dottor Buteyko la causa dell'asma risiede nell'iperventilazione e in una conseguente mancanza di anidride carbonica nei polmoni

di Fiamma Ferraro

 




Siamo oggi di fronte ad una vera e propria “pandemia” di asma. Il numero di asmatici sta crescendo vertiginosamente, ma in alcuni Paesi più che in altri. È possibile trarre delle considerazioni interessanti esaminando come le percentuali più elevate si trovino nei Paesi di lingua inglese (18% sul totale della popolazione in Scozia, 15,3% in Inghilterra, 14,6% in Irlanda, 14,7% in Australia). La situazione è migliore in altri Paesi (Francia, Spagna e Germania) che si trovano tra il 5 e il 7,5%, e in Italia, Portogallo e altri, che sono sotto (di poco) al 5%. Preoccupante è anche qui la tendenza al rapido aumento.
Secondo l’Istituto di Allergia UCB del Belgio, nell’Europa occidentale l’asma è raddoppiata negli ultimi 10 anni. Negli Stati Uniti vi è stato un aumento del 60% negli ultimi 20 anni, e le morti sono raddoppiate fino a raggiungere la cifra di 5000 all’anno. In Australia un bambino ogni 6 soffre di asma.

giovedì 28 febbraio 2013

Serve proprio l'Antibiotico?

I virus sono microrganismi ancor più piccoli dei batteri  che, una volta penetrati nel nostro organismo, vanno ad annidarsi all’interno delle cellule ove sopravvivono e si moltiplicano sfruttando il metabolismo della cellula ospite.
Sono di origine virale proprio la maggior parte delle infezioni più comuni: il raffreddore, le febbri di tipo influenzale, le bronchioliti, la maggior parte delle tonsilliti e parte delle otiti.

Assumere antibiotici durante una infezioni virali come le febbri influenzali o di raffreddore, la maggior parte degli episodi di tosse e di bronchite, le faringiti (fatta eccezione per quelle causate dallo Streptococco) o il raffreddore, anche prolungato, non aiuta a curare l’infezione, a ridurre i sintomi e neppure ad abbreviare la malattia.

C’è di più: sappiamo che qualche volta le malattie virali si complicano con infezioni batteriche. Ebbene, somministrare antibiotici nel corso di una malattia virale non aiuta nemmeno a prevenire queste complicanze.
 
Per quali altri motivi è sconsiglibile l’uso indiscriminato di antibiotici?

Utilizzare gli antibiotici quando non sono utili è certamente un errore: i farmaci non sono mai del tutto innocui, possono causare effetti collaterali e vale la pena utilizzarli soltanto quando siamo certi della loro utilità.

Inoltre l’impiego su larga scala (molto spesso inutile) degli antibiotici ha provocato il fenomeno della cosiddetta “resistenza” batterica, uno dei problemi più preoccupanti della medicina moderna: per l’impiego massivo che ne facciamo, i batteri “imparano” a neutralizzare l’antibiotico che diventa così inutile. Questo espone a gravi rischi la salute del paziente e impone costi per i continui investimenti nella ricerca di nuovi farmaci.
 
Gli antibiotici vanno usati soltanto per curare le infezioni causate da batteri!!!

Prodotti naturali combattono sia i batteri che i virus. E senza effetti collaterali.

Pensaci prima di assumere un antibiotico!

martedì 19 febbraio 2013

Carnitina

La L-carnitina è stata scoperta nei tessuti muscolari nel 1905. È presente come carnitina libera non esterificata e come carnitina esterificata (acil-carnitina). L’acetil-L-carnitina rappresenta la forma più semplice tra le carnitine esterificate, ovvero quella nella quale il gruppo acilico legato è composto da solo due atomi di carbonio.
In pratica, l’acetil-L-carnitina è un estere dell’aminoacido trimetilato L-carnitina, composto che gioca un ruolo di fondamentale importanza nel processo di produzione di energia a partire dai lipidi. La L-carnitina, infatti, permette il trasporto degli acidi grassi a lunga catena dal citosol cellulare ai mitocondri, ove il processo continua attraverso la beta ossidazione, il ciclo di Krebs e la fosforilazione ossidativa fino alla produzione di energia in forma di ATP. L’acetil-L-carnitina riveste un ruolo cruciale in questo complicato processo, vale a dire quello di trasportatore intermedio del gruppo acetilico tra la molecola della L-carnitina e quella del CoA.
L’acetil-L-carnitina è in grado di: facilitare l’uptake di CoA nel mitocondrio durante il processo di beta ossidazione degli acidi grassi, incrementare la produzione di acetilcolina e stimolare la sintesi dei fosfolipidi di membrana. Essendo dal punto di vista strutturale molto simile alla acetil-colina, l’acetil-L-carnitina può anche esercitare un azione colino-mimetica.

lunedì 31 dicembre 2012

I Vaccini causano l'Autismo

La prova definitva che sbugiarda i pro-vaccinisti.

Ecco cosa riporta il sito della Food and Drug Administration sul vaccino pediatrico DTaP;

per la prima volta nel 2011 compaiono nel bugiardino del vaccino Tripedia DTaP (antidifterite-tetano-pertosse) della Sanofi Pasteur Msd le seguenti reazioni avverse:

“Adverse events reported during post-approval use of Tripedia vaccine include idiopathic thrombocytopenic purpura, SIDS, anaphylactic reaction, cellulitis, AUTISM, convulsion/grand mal convulsion, ENCEPHALOPATHY, hypotonia, NEUROPATHY, somnolence and apnea”.

Traduzione

"Le reazioni avverse riportate durante l'uso post-approvazione del vaccino Tripedia includono purpura trombocitopenica idiopatica, SIDS, reazione anafilattica, cellulite, AUTISMO, convulsioni / convulsioni da grande male, ENCEFALOPATIA, ipotonia, NEUROPATIA, sonnolenza e apnea".
A questo punto ci si domanda: come fanno i pediatri, i responsabili delle Pediatrie di Comunità delle Ausl e tutti i numerosi pro-vaccinisti nel web a continuare a negare che l'autismo sia provocato dai vaccini?

Fonte